Tipologie di legni “duri”

Molte di queste essenze sono costituite da piante fruttifere coltivate e di conseguenza sono più difficili da reperire; il mio consiglio è di rivolgersi ad un mobiliere di fiducia e nel contempo, se si abita fuori città, far circolare la voce tra gli agricoltori della zona e tra i giardinieri.

Malus communis (domestica) – melo.

Pyrus communis – pero.

Entrambi di colore bianco/crema a volte rosato senza venature evidenti. Grana fine molto dura, si ossidano molto ma consentono ottime riuscite.

Come per tutti gli altri legni a seguire affilare in modo adeguato le sgorbie con angolo sui 30° e più. Si possono lavorare anche i tronchi in quanto si fessurano poco. Habitat: coltivati ovunque su portainnesti diversi dalla pianura sino a 1.700 mt.

Prunus avium – ciliegio: colore tendente al rossastro, ampie venature con striature verdastre molto più evidenti negli esemplari selvatici, dotati di “nervosità”nelle fibre. Splendido legno per i mobilieri (è molto di moda in questo periodo), deve essere stagionato con cura anche per la scultura. Lavorabile anche per piccoli particolari. Habitat: coltivato dalla pianura a 1.300 mt., mentre il selvatico arriva sino ai 1.8oo mt.

Prunus armeniaca – albicocco.

Prunus persica – pesco.

Prunus ssp.- pruni, susini, ecc.

La maggior parte dei vecchi esemplari è stata innestata sul medesimo “selvatico” ed il colore sarà per lo più rosato/arancione. Di difficile lavorazione, per l’estrema durezza, devono essere usati per lavori minuti. E’ preferibile usare tavole incollate (blocchi) per comporre armonicamente le evidenti venature ed evitare “imbarcamenti”. Habitat: coltivati dalla pianura sino a 1.500 mt.

Juglans regia – noce italiano: colore generalmente nocciola scuro, a volte con grandi fasce color crema, venature molto evidenti e decorative. Apprezzato da sempre si presta a qualsiasi utilizzo (non per volti) e permette di scolpire anche piccoli particolari. La durezza varia da pianta a pianta ma è comunque abbastanza elevata. Habitat: coltivato per i frutti ed il legname dalla pianura sino a 1.200 mt.

Olea europea – ulivo: colore marrone chiaro, venature evidentissime che a volte creano problemi in quanto possono deturpare volti o particolari importanti. Difficile da stagionare, è opportuno lavorare tavole e parallelepipedi incollati poichè tende a fessurarsi molto. I blocchi di tronco devono essere usati per piccoli lavori. Gli esemplari selvatici sono più nervosi e si fendono ancora di più. Habitat: pianta mediterranea, viene coltivata sino a 600 mt. in climi molto miti.

Fraxinus excelsior – frassino: colore chiaro/crema con venature più o meno evidenti ; gli esemplari di alta quota (olivati) hanno durezza maggiore e rade venature color verde – bruno oliva tenue. Lavorato intraversandone la vena è adatto a molte interpretazioni. Usato dai mobilieri perché resiste bene all’umidità e per la bellezza delle venature. Habitat: dalla pianura sino a 2.000 mt., sempre in zone umide.

Quest’ ultima sezione comprende quattro specie caratterizzate da un’estrema durezza; in campagna, ma anche nell’industria, venivano usate per la produzione di pezzi soggetti a grande usura (ingranaggi, mozzi di ruote, utensili da lavoro, ecc.). Sono tutte essenze a crescita lenta, spontanee e diffuse qua e là, ma non molto comuni.

Carpinus betulus – carpino: colore bianco, ha poche venature. Legno nervoso, è facilmente lavorabile al tornio e va usato per opere di piccole dimensioni. Habitat: non presente ovunque, cresce spontaneo sino ai 1.200 mt. Usato anche in parchi e viali cittadini.

Acer campestris/montanus/platanoides – acero: uno tra i migliori legni da scultura di colore bianco, venature lievi a volte assenti. La durezza, il colore e le eventuali venature sono uniche, e per grandi opere è opportuno ricavare il legno da un unico tronco per non avere variazioni di colore. Duro ed a volte (acer montanus) un po’ “nervoso” ma con un po’ di abilità si possono produrre veri capolavori. Habitat: spontanei sino a 1.800 mt. Escludere tutte le specie ornamentali in quanto le potature ripetute possono macchiare le fibre interne.

Buxus sempervirens – bosso: colore giallo più o meno pronunciato, totale assenza di venature e tessitura (grana) finissima. Albero longevo e di lentissimo accrescimento, è in genere disponibile in pezzi o tavole di medie dimensioni. Aumentando il grado d’inclinazione della molatura si può lavorare bene. Era molto usato per costruire trottole, ovoidi per il fiolet (sport valdostano), mortai e pestelli, mozzi per i carri, ecc.

Cornus mas – corniolo: colore rosa/rosso bruno senza venature. E’ il legno italiano più duro. Usare molature con bisello corto per scolpire piccoli oggetti (posate, ciondoli, mazzuoli, ecc.). Di non facile reperimento, ha una buona resa cromatica. Habitat: spontaneo sino a 900 mt. E’, assieme al nocciolo ed i salici, tra i primi a fiorire.

Dallo sparuto elenco appare evidente che molte essenze sono state tralasciate perchè questo non è un trattato di botanica e cimentarsi con altri tipi di legno è molto arduo e riservato a scultori molto abili e professionali.

Con l’auspicio di aver contribuito a fornire un minimo di chiarezza ed aver risvegliato un po’ di curiosità auguro a tutti buon lavoro.

Il maestro risponde:  E-mail – r.arnoulet@alice.it


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