Anche se l’associazione navigasse nell’oro, cosa che assolutamente non è perché gli introiti derivano esclusivamente dai contributi dei soci, visto il tipo di attività svolta, avrebbe comunque l’obbligo morale di prestare la massima attenzione all’ambiente, al riciclaggio dei materiali ed alla oculata gestione delle risorse deperibili.

Tutto questo avviene, nei limiti del possibile, grazie all’impegno dei soci. Essendo assodato il fatto che in rifiuteria oltre ad ignobile paccottiglia si trovano oggetti e materiali riutilizzabili con soddisfazione, è necessario riuscire ad appropriarsene precedendo la concorrenza ormai agguerrita e motivata. La prassi, consolidata da anni di pratica è all’incirca la seguente:

  • la notizia perviene tramite canali abbastanza misteriosi ad uno dei nostri soci che per motivi di privacy chiameremo mister B.;
  • egli, fa in modo da trovarsi il mattino presto davanti all’isola ecologica;
  • all’apertura si fionda immediatamente verso i pallets appena arrivati raccattando acriticamente tutto il malloppo poi, finita la raccolta, incomincia a guardarsi attorno per cercare altri manufatti interessanti, siano essi ruote di monopattino, cassetti, maniglie ed altre cose che giudica degne di essere portate via;
  • salutati gli astanti prende la via di casa, scarica tutto il materiale e lo cernisce mettendo da una parte il legno utilizzabile per scaffali, mobili e tavole per la scuola. I pallets rovinati vengono tagliati con l’alternativo e destinati a legna da ardere (i locali della scuola sono riscaldati da una grossa stufa a legna) meno, ovviamente, i blocchi di truciolato che vengono conferiti nuovamente in rifiuteria.

Le assi di legno utilizzabile vengono schiodate con cura, piallate e tagliate a misura per farne cassettiere, tavolini o addirittura tavoli da disegno. Si vede che i mobili, piallati, carteggiati ed accuratamente verniciati sono assemblati da un artigiano in gamba e soprattutto sono costruiti con lo spirito delle piramidi immortali, cioè supremamente robusti.

Chi visita i locali della scuola, vedrà una serie di mobiletti, cassettiere, portaferri, bacheche e quant’altro costruiti solidamente che sono parte integrante dell’arredamento, Sono i numerosi lavori di mister B. il quale può giustamente vantarsi di averli costruiti a costo “0”, salvo ovviamente le vernici e la colla perché nella maggior parte dei casi, anche chiodi e viti sono di ricupero.

Parlando di recupero, anche i trucioli che sono copiosamente prodotti durante il lavoro, sono tutti conservati per accendere la stufa oppure date ai soci per loro specifiche esigenze.

 

MTV


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