Per riuscire a scolpire adeguatamente il legno è necessario che gli strumenti che si usano siano fabbricati correttamente e con acciai, trattamenti termici e procedimenti di stampaggio idonei. Intenderemmo quindi offrire qualche piccola informazione al riguardo.

Vorrei però, prima di tutto, spendere qualche parola sull’acciaio in genere: è un materiale “vecchio perché da almeno centocinquanta anni viene elaborato sostanzialmente nel medesimo modo da quando si riuscirono ad ottenere temperature di fusione superiori ai 1600 gradi e si scoprirono convertitori in grado di decarburare la ghisa da altoforno per ottenere l’acciaio. L’introduzione del forno fusorio elettrico, delle elaborazioni per ottenere acciai a bassissimo tenore inclusionale e trattamenti termici sofisticati non furono che corollari di uno stato di fatto acquisito. Si potrebbe quindi pensare che un prodotto così maturo dovrebbe essere stato ormai superato, ma la sua estrema versatilità non permette di sostituirlo con prodotti più moderni a prezzi competitivi.

La sua possibilità di cambiare completamente le proprie caratteristiche meccaniche con l’aumento della percentuale di carbonio in esso contenuto, consente di ottenere degli acciai ricalcabili a freddo con una percentuale di C dello 0,03 % (sic) e basso tenore di impurezze, oppure degli acciai con valori di resistenza a trazione di oltre 900 N/mm2 con tenori di C intorno all’1 % e l’aggiunta di elementi di lega destinati ad aumentarne, appunto, le caratteristiche meccaniche. Da notare che un’acciaieria efficiente ha in catalogo almeno 600 nuances di acciaio.

Come si intuisce, gli acciai per scalpelli e sgorbie appartengono proprio a quest’ultima categoria e sono disciplinati dalla tabella UNI EN 4957 (esistono tabelle UNI che prescrivono anche come stipare le mele in una cassetta) e nello specifico, sono di nostro interesse gli acciai per utensili per lavorazioni a freddo.

Essi si dividono in due categorie: acciai non legati che hanno solo C, Mn e Si come elementi di lega e la loro durezza è data dal solo tenore di carbonio che varia in percentuale dallo 0,45 % al 1,15 – 1,25 % con durezze sul temprato disteso (trattamento termico che consiste in un riscaldo a temperature di austenitizzazione seguito da uno spegnimento in acqua ed un rinvenimento intorno ai 180/200 gradi) varianti da 45 a 62 HRC. Questi acciai erano in catalogo dell’acciaieria Fiat Ferriere di Torino già dagli anni ’10 del Novecento. Raggiungono anche valori di durezza molto elevati come, appunto, i 62 Rockwell, ma a causa della presenza del solo C la penetrazione di tempra non supera i 3 mm di spessore quindi utensili con spessore di 10 mm non garantiscono idonee durezze a cuore, inoltre hanno  una bassa tenacità quindi bassa resistenza agli urti. Si tratta perciò di strumenti poco efficienti non più idonei alle moderne esigenze. Ben altri sono gli acciai legati per utensili che vanno da un acciaio avente C 1,05 % medio, ma con un tenore di vanadio sufficiente a garantire la penetrazione di tempra per spessori quali quelli delle nostre sgorbie ad acciai ternari o quaternari con titanio, vanadio e  tungsteno.

Dato che le case produttrici non forniscono le sigle degli acciai utilizzati ed i quantometri (strumento in grado di determinare con ottima precisione la composizione chimica di un acciaio) necessari per determinare gli elementi di lega di questi acciai sono sensibilmente più complessi di quelli in uso normalmente, non si può che ipotizzare l’utilizzo di acciai ternari o addirittura quaternari con la presenza di vanadio o tungsteno e durezze intorno ai 60 – 62 HRC ed un’ottima resilienza longitudinale e trasversale (tenacità), come per altro sono gli attrezzi che di solito usiamo.

So di non essere stato esauriente, ma non voglio abusare della pazienza di chi legge. Se a qualcuno interessa qualche approfondimento, sono a disposizione.

 

Mario

 

 


2 Comments

  • agosto 11, 2014 bertu says:
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    Mario,ben scritto!

  • agosto 12, 2014 Chupa Dance says:
        Reply

    Nulla di più esauriente e chiaro …
    Mi metto in coda per ulteriori approfondimenti
    Grazie Mario


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