Correva l’anno 2014 e procedevano con più calma il mese di agosto ed il giorno tre, quando Bertu diffondeva la notizia che l’acqua era penetrata nella nostra scuola causando danno e rovina. Inopinatamente la nuova era arrivata verso le ore 17 e non essendo presente, era stata raccolta dalla controparte che me l’aveva prontamente comunicata all’arrivo.

Comprensibilmente preoccupato, mi ero fiondato in macchina e più veloce di un motoguzzo (in effetti anche una C1 è più veloce di un motofurgone), a marce forzate mi ero portato (anche se il concetto di “portarsi” implica dei risvolti spazio temporali inquietanti) sul luogo del disastro immaginandomi Aoh che, come un titano, fendeva le acque spazzandole, Bertu e Chupa con una ramazza in mano, come le streghe, che gettavano l’acqua nei tombini, Silvia che più e meglio di Florence Nightingale lavorava e medicava gli affranti mentre Pino, Riccardo, Bruno e Franco anche loro con scopa e straccio, con fare pensoso e preoccupato consideravano le macerie come Mario sulle rovine di Cartagine.

Ebbene, nulla di tutto questo. Alle ore 18 e qualche minuto, lo scenario era deserto con l’uscio chiuso a chiave e nessuna presenza umana. In quel momento mi sono sentito come Michele Strogoff che dopo aver attraversato tutta la Siberia, tra inenarrabili sofferenze, arrivava ad Irkutsk per avvisare il granduca della rivolta tartara, solo per trovare il palazzo granducale chiuso e il fratello dello zar di tutte le Russie partito per la Sardegna con tutte le escort di Patonza da Volpedo.

Comunque non appena sarà possibile, mi premurerò di continuare la narrazione della triste vicenda.

Addì 4 agosto ore 17, dal resoconto di Bertu:

non sempre la realtà è peggio della fantasia e nello specifico, invece di trote guizzanti tra i banconi e sculture diventate rifugio dei pesciolini, molto più semplicemente era filtrata acqua dal portone e anche se buttare fuori il tutto aveva comportato diverse ore di lavoro, con l’ausilio di un aspira liquidi (invenzione paragonabile alla ruota per importanza) e delle scope opportunamente adattate alla bisogna, verso le sei del pomeriggio della domenica, grazie all’apporto di Santa Manuela e Santa Margherita che avevano svuotato dispensa e frigorifero eliminando senza pietà cibarie risalenti al paleolitico e scadute da millenni, l’intrapresa era terminata senza che risultassero danni o guasti gravi.

MTV


2 Comments

  • ottobre 6, 2014 Guido says:
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    ma chi lo ha scritto questo articolo?

  • ottobre 6, 2014 Mario says:
        Reply

    Visto che il sito è moderato e che l’articolo riporta la sigla di chi l’ha scritto, direi che l’autore è evidente.


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