Il sommo maestro di Rotterdam pose una pietra miliare della filosofia scrivendo “L’elogio della follia”. Io che in filosofia sono l’ultimo degli ignoranti tanto da presumere che “Squita de Polastér” possa essere stato un filosofo spagnolo del XII secolo, in modo infinitamente più modesto tesserò “L’elogio della loctite”.

Di certo coloro che sanno scolpire troveranno il panegirico una sorta di sacrilegio, ma a costo di sembrare un vile eretico, non defletterò dalla mia linea che, comunque, mi dà modo di non macchiarmi l’anima con contumelie e male parole quando tentando di arrivare al contorno ottimale, si spacca un frammento della scultura mentre quel vigliacco di un pezzo non avrebbe mai dovuto staccarsi e quindi si iniziano a fare delle brutte illazioni sull’ascendenza di personaggi come Sandokan, Sanbigliong e Sanpei.

Capisco che l’accaduto dipende solo dall’insipienza di chi opera, ma il fortissimo sospetto che con tutta probabilità un lavoro di diverse ore possa essere usato solo più come combustibile, crea una certa predisposizione al desiderio di impugnare un’ascia correndo per strada gridando “Odinoooo” e cominciando a trucidare i passanti. Per questa ragione quando un’anima buona (non dirò mai fu quel benemerito per paura che possa essere accomunato al mio ludibrio) mi diede il suggerimento di usare l’attak, mi si aprì un intero mondo di buone occasioni. D’accordo che se non si agisce oculatamente e con rapidità pollice ed indice si attaccano in modo permanente e da quel momento non resta che assumere la posizione del loto seduto su uno sgabello di chiodi cibandosi di germogli e frutti brucandoli direttamente dagli arbusti fingendo di essere un guru; comunque, a parte questo piccolo inconveniente, diventa possibile attaccare quello che si era ahimè separato senza apprezzabili inconvenienti ed a me che sono riuscito su di un solo lavoro (nel mio caso parlare di scultura è una gravissima esagerazione) a romperlo in sei punti diversi, ha impedito che si aggravasse quell’insanità mentale che le male lingue dicono essere una mia caratteristica.

MTV


One Comment

  • maggio 10, 2014 elena says:
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    Perchè il Sommo Vate autore di questi esilaranti articoli non si firma?
    Ps. Io so chi sei, ma il mondo ignora la tua identità: un luminoso futuro come imbrattacarte ti attende e tu lo stai dissipando trincerandoti in un un inutile, deleterio e, sospetto, lievemente fetido anonimato.


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